La storia del gelato

Una lunga avventura di gusto e morbidezza 

Il gelato cremoso come lo conosciamo noi ha una storia piuttosto recente, tuttavia già nell’antichità sapevano conservare i cibi freschi nel ghiaccio per preservarne le caratteristiche.

Gli antichi Egizi servivano coppe d’argento divise in due comparti, una con succo di frutta e l’altra con neve, per accogliere gli ospiti. In Asia Minore venivano preparati succhi di frutta raffreddati all’interno di recipienti immersi nel ghiaccio tritato.

Anche nell’antica Grecia era diffusa la pratica di unire la neve a spremute di frutta e miele e si crede che Alessandro Magno fu un grande consumatore di questi rinfrescanti preparati durante le sue campagne ai confini del mondo conosciuto.

Esistono documenti che attestano che nel I° secolo d.C. Nerone si faceva portare la neve dall’appennino per aggiungervi succhi di frutta e godere di un fresco spuntino.

Con la conquista dell’Oriente e la successiva spinta espansionista degli Arabi in tutto il Mediterraneo, coltivazioni e abitudini tipiche dell’Oriente cominciarono a diffondersi anche nell’Europa meridionale. In particolare in Sicilia si sviluppò la coltivazione della canna da zucchero e prese piede la preparazione di quello che sarebbe diventato il sorbetto, realizzato con ghiaccio, zucchero e succo di agrumi.

La preparazione del sorbetto scomparve con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, ma col tempo dalla Sicilia si riprese e affinò quest’arte. Il gelato rimase a lungo una pregiata prelibatezza tutta italiana. In pieno Rinascimento, alla corte dei Medici, un cuoco dilettante presentò la sua versione del gelato in occasione di un concorso indetto a Firenze per il piatto più strano mai visto.

La sua ricetta, a base di acqua ghiacciata, succhi di frutta e zucchero, conquistò il favore della nobiltà fiorentina, tanto che nel 1533 Caterina De’ Medici, quando dovette abbandonare la Toscana per sposare il futuro re di Francia, costrinse Ruggeri ad accompagnarla presso la corte di Parigi.

Per le nozze della principessa con il futuro re Ruggeri ebbe l’incarico di stupire tutti con la sua preparazione, ottenendo un successo senza precedenti. Egli mantenne sempre segreta la sua ricetta e la futura regina Caterina non concesse mai a nessuno i servigi del suo cuoco personale, tuttavia il prestigio fu accompagnato dall’astio dei cuochi francesi, che nottetempo aggredirono il povero Ruggeri, che spaventato scrisse una lettera alla sua benefattrice, lasciandole il segreto del suo gelato e comunicandole la sua decisione di tornare in Italia.

Poco tempo dopo, sempre a Firenze, Bernardo Buontalenti, polivalente artista e cuoco amatoriale noto per le sue creazioni di ghiaccio, fu incaricato di preparare spettacolari banchetti per gli ospiti italiani e stranieri della corte. Stupì tutti con i suoi dolci ghiacciati a base di creme, zabaione, frutti e spezie. Il successo di queste creme gelate fu enorme e gli ospiti della corte rimasero estasiati.

Ci volle ancora un secolo prima che il gelato artigianale italiano come noi lo conosciamo vedesse la luce per opera di un cuoco siciliano, Francesco Procopio. Recuperando e migliorando una macchina per fare sorbetti ideata da suo nonno, aggiungendo alla ricetta tradizionale lo zucchero al posto del miele e mescolando il sale al ghiaccio per farlo resistere più a lungo, Procopio riuscì a realizzare il gelato moderno. Portò la sua invenzione in Francia, dove riscosse un successo senza precedenti e aprì a Parigi il Cafè Procope, locale frequentato da filosofi, artisti e studiosi, che fecero del gelato italiano una moda tra i parigini.

Da qui il successo del gelato si è allargato a tutta Europa e non ha conosciuto arresto.

Gelateria CAPO NORD

Via Murri, 39\D
40137 Bologna
Tel. 051.18899921

ORARI

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11.00 - 21.00
Ven:
11.00 - 22.00
Sab:
10.00 - 22.00
Dom:
9.00 - 21.00

Chiuso per turno il mercoledì