La nostra cioccolata in tazza viene preparata seguendo una ricetta che
risale al 1978.
Questa ricetta non prevede l'utilizzo farine, addensanti o aromi, ma solo ingredienti che la natura ci mette disposizione: latte fresco, cacao e zucchero bianco. Viene cotta a fuoco lento e mescolata con tanta pazienza per ottenere una cottura omogenea. Questa delizia, così apprezzata da grandi e bambini, la consigliamo con l'aggiunta di panna montata fresca, o con il nostro favoloso mascarpone montato. UN PO' DI STORIA La ricetta originale della ciccolata calda era una miscela di cacao, acqua, vino e vari tipi di spezie. Gli spagnoli cominciarono presto a riscaldare la miscela ed a dolcificarla con lo zucchero, che importavano dalle colonie dopo avere introdotto la coltivazione della canna da zucchero oltre oceano (la disponibilità di zucchero, cacao e caffè diede un notevole impulso all'arte culinaria, permettendo la nascita della pasticceria europea come arte autonoma). Furono i britannici ad avere la brillante idea di sostituire l'acqua con il latte e di consumare la "hot chocolate" (come la chiamano loro) dopo pranzo. Nel diciottesimo secolo nacquero a Londra ed in varie zone dell'Inghilterra le "Chocolate house", che divennero celebri almeno quanto le "Coffee house": in questi luoghi i clienti potevano consumare liberamente una tazza di cioccolata calda e parlare senza censura di politica, economia, scienza e filosofia. La prima "Casa del Cioccolato" nacque proprio nella capitale londinese nel 1657, ma a causa del suo costo eccessivo la cioccolata calda fu per più di un secolo una bevanda rivolta esclusivamente all'élite della società. Il termine "cioccolata calda" è un neologismo coniato probabilmente in Italia molto tempo dopo: inizialmente la bevanda era chiamata semplicemente cioccolata. Quando però si diffusero le tavolette di cioccolato, vendute soprattutto nei bar, fu chiaro che bisognava aggiungere un aggettivo alla cioccolata liquida per distinguerla da quella solida. Nel 1828 nacque in Olanda la prima macchinetta che produceva la cioccolata calda tramite un dischetto di plastica contenente cacao, acqua e latte che veniva filtrato meccanicamente. La fragranza della bevanda uscita dalla macchinetta era però diversa da quella originale, in quanto più acida. Si scoprì poco dopo che i progettisti della macchinetta avevano usato surrogato di cacao, che era meno gustoso rispetto al cacao originale ma che si legava più facilmente al latte e all'acqua calda. Si è recentemente diffusa negli Stati Uniti d'America l'usanza di aggiungere la panna alla cioccolata calda: ciò rende la bibita più dolce ma sicuramente più calorica. La fantasia dei baristi tuttavia non si ferma certo qui: dal miele al caffè, dal caramello alla crema, dai cereali alle noccioline, tutto può essere aggiunto (con risultati più o meno soddisfacenti) alla cioccolata calda. Oggi la cioccolata calda è bevuta ed apprezzata in tutto il mondo. È particolarmente popolare negli Stati Uniti durante l'inverno, dove è fatta per patire meno le grandi bufere di neve. La cioccolata calda è anche diffusissima in Europa (Italia compresa) ed in Asia (India in particolare). Recentemente è nata in Italia la cioccolata "fredda", la cui ricetta è uguale a quella calda ma che si ottiene attraverso un processo di raffreddamento del cacao. |